Il fascino di Cordoba: 4 motivi per cui amarla

30 marzo 2018

Attraversando le lande desolate e rossastre dell’entroterra andaluso, io e Sara, mia compagna di viaggio, siamo arrivate a Cordoba, città simbolo dello spirito arabo che echeggia in questo angolo di Spagna. Saremmo rimaste un giorno e mezzo, giusto il tempo per assaggiare questa città.

 

 

È agosto, il caldo è soffocante e vorrei gettarmi sotto una delle fontane zampillanti nella piazza principale. La tentazione era forte, ma per evitare scene indecorose, abbiamo optato per un tuffo nella piscina dell’hotel. Rigenerate e pronte, ci siamo addentrate in una Cordoba città pittoresca, a metà tra l’attualità e la storia, testimone di un incrocio di civiltà, dove barbari, romani e arabi si sono scontrati e alternati, lasciando alle proprie spalle tracce di un lungo cammino fatto di tradizioni e culture diverse.

 

Come perdere tempo?

 

Oggi Cordoba è Patrimonio dell’Unesco per la sua ricchezza architettonica ma, secondo me, è anche la dimostrazione di come culture e religioni possano coesistere in pace, nel rispetto e nell’integrazione.

È una città con radici antichissime, ma oggi estremamente attuale e questi sono i miei – nostri – personali motivi per rendere Cordoba una tappa imprescindibile in Andalusia.

 

 

1-      Coesistenza: Chiesa e Mezquita in un’unica impronta

La Mezquita è un edificio unico al mondo, rivoluzionario simbolo di integrazione e coesistenza. Moschea costruita sulle rovine della chiesa visigotica di San Vincenzo dopo la conquista araba della città nel 756, verrà riconvertita a Cattedrale Cattolica nel 1236, senza che ne venisse cancellata totalmente l’identità originale. L’altare dell’Immacolata Concezione, unico punto illuminato a pieno, sorge al centro di un’imponente struttura araba. Candidi capitelli in stile rinascimentale danno spazio ad un susseguirsi di 856 colonne rosse e bianche che sorreggono la Grande Moschea.

Quando siamo entrate, il fresco e la solennità di quel luogo ci hanno subito avvolte e coinvolte. Le luci soffuse scandivano le ombre delle colonne tra le quali ci siamo aggirate per ore, nel silenzio più totale, prese nella contemplazione di volte e mosaici, statue e affreschi, in un’atmosfera ibrida tra la familiarità di una cattedrale cattolica e l’esotico straniamento dato dall’immersione in una cultura lontana, diversa e – specialmente per una donna occidentale – controversa.

Ph @ Sara

 

 

2-      All’ombra nei cortili della Juderìa

La Juderìa è un quartiere pittoresco, con caratteristiche case bianche dai i profili colorati di giallo le cui porte si aprono sui freschi cortili intorno ai quali si sviluppano gli edifici. Gli ingressi e i patii delle case sono colmi di vasi di fiori, le strade si intrecciano come un dedalo, ad immergere un viandante tra tradizionali negozi di artigiani e splendidi locali dallo stile estremamente originale e contemporaneo. Il profumo di pelle lavorata riempiva le nostre narici ad ogni passo, perse tra vetrine colorate e ricolme di gioielli fatti a mano e pietre luccicanti, in uno dei quartieri ebraici più importanti dell’Andalusia.

 

Ph @ Sara

 

 

3-      La maestosità del Ponte Romano

Uscendo dalla Juderìa, abbiamo avvistato questo ponte lungo 240 metri voluto dal Princeps Augusto all’inizio del I secolo a.C. Ristrutturato e protetto fino ad oggi dall’inclemenza del tempo, svetta ancora perfettamente intatto sulle acque del Guadalquivir. Le sue arcate sovrastano fiere il fiume “grande” che attraversa tutta la Spagna. Il troppo caldo ci ha fatto desistere dall’attraversarlo, così siamo restate pigramente ad osservarlo da non troppo lontano, appena prima di strisciare alla ricerca di cibo e acqua.

La sua importanza epoche fa è intuibile, la sua maestosità, oggi, innegabile.

 

 

4-      Il gusto del Salmorejo

Alla ricerca di un luogo dove rifocillarci, siamo capitate in una piazzetta isolata nel cuore della Juderìa, e lì, al riparo di un ombrellone, abbiamo gustato il Salmorejo, piatto estivo tipico di Cordoba, una pietanza simile al Gazpacho, fresco e saporito.

Mi è piaciuto talmente tanto che ho recuperato la ricetta una volta tornata a casa. Noi abbiamo abbinato il salmorejo ad un piatto di salmone nel delizioso locale “El Barón”, situato nel cuore del quartiere storico.

Da leccarsi i baffi.

 

 

 

 

Cordoba è il fascino arabeggiante di una città che ammalia, è emblema della convivenza pacifica, è serenità da vivere e assaporare, è l’oggi che incontra lo ieri, gli opposti che si toccano, si parlano e si fondono. Cuore e periferia di un Europa ai confini dell’Africa, con una storia unica ed esotica, a poche ore di volo dall’Italia, ci ha fatte sentire come fossimo dall’altra parte del mondo, con tutta l’emozione che questo comporta. Un viaggio che mi ha stupito al di là delle mie aspettative e che troverò modo di ripetere quando se ne presenterà l’occasione.

 

 

 

Travel Psych Tips: dove dormire, mangiare e parcheggiare

In agosto, Cordoba è assolata e decisamente caliente. Nelle piazze ci sono fontane e palme dove rinfrescarsi all’ombra, ma un albergo con piscina non guasta.

Ho alloggiato una notte presso l’hotel Tryp, moderno e con piscina, individuato con un’offerta su Booking. La zona dove è situato si è rivelata comoda sia per parcheggiare gratuitamente sia per visitare la parte vecchia della città.

 

Un ringraziamento speciale alla mia compagna di viaggio Sara, nonché mia splendida cugina, autrice delle foto che mi raffigurano e complice di mille risate.

 

 

Una psicologa con la valigia sempre in mano.
Viaggi, psicologia e fotografia. Questa sono io.

Una psicologa con la valigia sempre in mano.
Viaggi, psicologia e fotografia. Questa sono io.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comment

Instagram