Esiste un lembo di costa formato da scorci selvaggi, sabbia fine, mare cristallino e tramonti mozzafiato.

L’oceano su cui si affaccia la provincia di Cadice ha un colore che spazia dal blu intenso al verde smeraldo. Da Tarifa andando verso ovest, le spiagge mutano da un bianco candido ad un giallo dorato.

La Costa de La Luz è un’autentica meraviglia, il luogo giusto dove letteralmente inseguire il sole.

L’acqua del mare è quella fredda dell’Atlantico e, accoppiata col vento forte che spesso spira da quelle parti, un pochino ha limitato la nostra propensione alla vita da spiaggia.
Eppure, tutto questo va in secondo piano quando alle nove di sera ti ritrovi a piedi nudi nella sabbia ad osservare il sole che, aggrappato all’orizzonte nel tentativo disperato di non sparire alle sue spalle, trasforma una comune spiaggia in un angolo di paradiso, illuminandola come solo nell’ora d’oro succede.

 

 

Il tour dell’Andalusia in compagnia di Sara ha toccato alcune grandi città dell’entroterra, come Granada, Cordoba e Siviglia, ma gli ultimi giorni abbiamo voluto passarli andando alla ricerca delle spiagge più rilassanti che si affacciano sull’Oceano Atlantico. Macchina, cartina e via ad inseguire il sole tra calette e bianche distese di sabbia.

 

Abbiamo affittato una casa a Medina-Sidonia, un pueblos bianco in cima ad una collina nell’entroterra di Cadice. Da lì, la strada si avviluppava tra tortuosi tornanti per scendere di altitudine e distese pianeggianti di terra rossastra e arida, ricoperte di pale eoliche e mandrie di bovini.

 

Un paesaggio essenziale e rasserenante a far da sfondo

nella nostra corsa verso

l’oceano e le sue spiagge

 

 

1-         La selvaggia Bolonia

Bellissima ma un po’ ventilata”. Così ci hanno descritto Bolonia – la prima spiaggia che abbiamo visitato – dei cari amici che ci erano già stati. Ecco, scendendo dalla macchina quel giorno abbiamo fatto quasi fatica ad aprire la portiera dal quanto era il vento.

Dirigendoci verso la riva, alle porte del bosco de La Plata, ci siamo trovate davanti ad un lembo di sabbia candida al punto di accecare, selvaggio con le sue dune alte quasi fossero colline a fornire punti panoramici da cui scorgere, come macchie su una tela intonsa, relitti abbandonati tra bagnasciuga e mare cristallino. Cristallino, sì, come un mare caraibico, ma freddo, anche, come solo l’Atlantico sa fare, anche a quelle latitudini.

Data la difficoltà a stare sdraiate sulla spiaggia per il vento, abbiamo deciso di avventurarci e di salire sulla collina di sabbia alle nostre spalle. Accecate dalle folate di vento e sabbia,  rimpianta la nostra poca passione per lo sport, arrivate in cima ci siamo girate e il panorama che ha colto la nostra vista ha immediatamente ripagato qualsiasi sforzo fatto.

Bolonia è paesaggisticamente meravigliosa.

Incontaminata.

 

 

 

2-         L’immensa Playa de la Fontanilla

Dopo la mattinata passata a Bolonia, il pomeriggio siamo andate alla ricerca di una spiaggia più tranquilla in termini metereologici. Ci siamo dirette a Conil de La Frontera, dove si affaccia sull’oceano una distesa di sabbia vasta, dorata e piatta, La Fontanilla. È un luogo affollato, turistico e munito di ogni servizio, comodo, divertente e vivibile. È pieno di giovani e famiglie munite di tavoli, sedie, radio e cibo, eppure la spiaggia è così grande che ognuno ha il suo spazio.

Per quanto l’acqua fosse meno cristallina – ma più calda – rispetto a Bolonia, l’assenza di tutto quel vento, e della conseguente tempesta di sabbia perpetua, rendeva la situazione ben più rilassante. Abbiamo così scelto di rimanere lì fino a sera a giocare con le onde al ritmo della musica di questa o quella radio accesa sulla spiaggia, per poi tornare a casa cariche di quella beata stanchezza da vita da spiaggia che tanto desideravamo.

Frizzante.

 

 

 

3-         L’Hippie Playa Caños de Meca

L’ultimo giorno ci siamo dirette a Zahara de Los Atunes, paradiso del kitesurf e dell’atmosfera bohèmien.

Per arrivarci, abbiamo dovuto attraversare un campeggio hippie, schivare i kite-surfisti che a sfioro saltavano sulla spiaggia trasportati dal vento, e superare un faro a strapiombo sul mare la cui passeggiata era ricoperta di sabbia fine trasportata dal – ancora una volta – vento forte. Ma, come per la duna di Bolonia, ne è valsa la pena.

Davanti a noi una spiaggia immensa e dorata, ad affacciarsi su un mare di smeraldo popolato da sparuti gruppi di bagnanti, chi nudo e chi in costume, chi a piedi e chi a cavallo, tutti intenti a rilassarsi e a godersi quel panorama dal retrogusto primitivo nella sua essenzialità.

L’acqua era sempre fredda e il vento sempre, tremendamente, fastidioso. Sara ed io riusciamo a resistere qualche ora, ma alla fine decidiamo di rintanarci nel bar dell’accampamento hippie per mangiare qualcosa prima di tornare a casa.

Bella l’atmosfera, che sapeva di libertà ed emancipazione, ma quel vento, con le conseguenti tempeste di sabbia, aggiungeva quel sapore di “La Mummia: il ritorno del Faraone” che “anche no”.

Stress Hippie.

 

 

 

 

La Costa de La Luz è il tipo di mare che se vai per stenderti e fare la cotoletta che si rigira in padella, hai sbagliato destinazione. Coi suoi paesaggi selvaggi e primitivi e con quel vento che la sferza 24/7 è il posto perfetto per chi, sotto braccio, più che un giornale, porta un surf. Luogo ideale per sportivi in cerca di onde, da profane di ogni genere di tavola, che sia nuda, a vela o attaccata ad un paracadute, ci ha permesso comunque di godere di paesaggi suggestivi pregni di quell’atmosfera di pura e naturale essenzialità.

 

 

Travel Psych Tips: dove dormire e mangiare

Ho alloggiato per tre notti presso Los Balcones, un appartamento nel grazioso pueblos blancos di Medina Sidonia, poco distante da Cadice. È stato un punto strategico per visitare le spiagge di giorno e godersi alcune delle tapas più buone mai mangiate in questo viaggio. Prova “Show the Tapas”, te le sognerai di notte.

 

Un ringraziamento speciale alla mia compagna di viaggio Sara, nonché mia splendida cugina, autrice delle foto che mi raffigurano e complice di mille risate.

 

 

 

Una psicologa con la valigia sempre in mano.
Viaggi, psicologia e fotografia. Questa sono io.

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